Ricerca perdite idriche con termografia e drone: come funziona e quanto costa
Come si individuano le perdite nelle reti idriche con termografia aerea, georadar e correlatori: metodo, costi tipici, ROI e output georeferenziati per gestori e Comuni.
Le reti idriche italiane perdono in media oltre il 40% dell'acqua immessa; in alcune aree del Sud si arriva al 60-70%. ARERA e i fondi PNRR spingono i gestori verso un obiettivo chiaro: ridurre l'Acqua Non Contabilizzata (NRW). Ma per ridurre le perdite, prima bisogna trovarle — senza scavare a caso.
Come funziona la diagnostica
La ricerca perdite non si affida a un solo strumento, ma a una combinazione:
- Termografia aerea e terrestre — l'acqua che disperde altera la temperatura del terreno e delle superfici: la termocamera la "vede" dove l'occhio non arriva.
- Correlatori e geofoni — analisi acustica al suolo per confermare e localizzare la rottura.
- Georadar (GPR) — per "vedere" sottoterra: condotte interrate, sottoservizi e vuoti.
Individuazione georeferenziata: niente scavi a vuoto
Ogni anomalia viene georeferenziata e pinnata sulla mappa con ID, coordinate e severità. Le squadre arrivano sul punto esatto della perdita: meno ore-uomo, meno mezzi, ripristini stradali ridotti al minimo.
Costi tipici e ROI
Un intervento di diagnostica si colloca in genere tra 3.000 e 20.000 € a seconda dell'estensione della rete. Il ritorno è rapido, perché:
- riparare in prevenzione costa fino a 10× meno che intervenire in emergenza;
- senza monitoraggio si paga il 100% dell'energia di pompaggio anche per l'acqua che si perde (fino al 40% sprecato).
Trovare la perdita con il drone termografico costa infinitamente meno che continuare a ignorarla in bolletta.
Cosa ricevi (gli output)
- Mappe termiche georeferenziate ad alta risoluzione.
- Catalogo anomalie (coordinate, severità, foto) esportabile in GIS.
- Report tecnici e, su richiesta, una dashboard WebGIS con cronologia interventi e KPI.
Dal rilievo al monitoraggio continuo
La rete cambia nel tempo. Per questo offriamo rilievi ripetibili (semestrali/annuali) che confrontano gli stati della rete e individuano le anomalie emergenti — utile anche per documentare attività per gare, collaudi e certificazioni. È esattamente il modello applicato nel nostro case study CONSAC su oltre 50 comuni del Salernitano.