Case study CONSAC: 50+ comuni del Salernitano, perdite idriche sotto controllo
Come abbiamo mappato oltre 50 comuni della provincia di Salerno con termografia, georadar e GIS, passando dal costo d'emergenza all'investimento programmato sulle perdite idriche.
In Campania i tassi di dispersione idrica sono tra i più alti d'Italia: in alcune zone si perde tra il 60% e il 70% dell'acqua immessa in rete. Per un gestore come CONSAC, in un territorio dove l'acqua deve spesso essere spinta verso borghi arroccati, ogni litro perso non è solo acqua che svanisce: è denaro che brucia in bolletta elettrica.
Il contesto: una rete vasta e una sfida contro il tempo
Abbiamo lavorato sulla rete idrica della provincia di Salerno, coprendo oltre 50 territori comunali. Operare da maggio a dicembre ha significato attraversare sia il periodo di massima siccità e stress della rete (estate, con l'aumento dei turisti nel Cilento), sia l'inizio della stagione delle piogge: questo ci ha permesso di vedere come la rete reagisce a condizioni diverse.
L'approccio: trasformare la rete in dato
La strategia di Digital-Enterprise non è un esercizio tecnico fine a sé stesso, ma un vero check-up digitale della rete. Si articola in tre fasi:
- Digitalizzazione — creazione dei file KML che definiscono l'esatta posizione di tubazioni, valvole e nodi.
- Monitoraggio e analisi — incrocio dei dati di portata e pressione con i rilievi sul campo (correlatori e geofoni) e con la termografia aerea e terrestre.
- Individuazione georeferenziata — ogni perdita viene "pinnata" sulla mappa: le squadre di manutenzione arrivano a colpo sicuro.
I risultati
- 50+ comuni mappati nella provincia di Salerno.
- ~80% di accuratezza preliminare nell'individuazione delle perdite, poi confermate con geofono e analisi acustica al suolo.
- Una piattaforma WebGIS con catalogo anomalie (ID, coordinate, severità, foto), cronologia interventi e KPI.
Trovare la perdita con il drone termografico costa infinitamente meno che continuare a ignorarla in bolletta.
Perché conviene: l'economia del dato
Intervenire prima che la condotta esploda è una scelta finanziaria, non solo tecnica:
- Taglio della bolletta elettrica — senza monitoraggio si paga il 100% dell'energia per erogare anche solo il 40% dell'acqua. Riducendo le perdite di Classe 2 e 3 si abbatte subito il consumo dei sollevamenti.
- Zero buchi a vuoto — uno scavo nel punto sbagliato è un costo puro. Con la precisione GPS portiamo le squadre sul punto esatto della rottura.
- Prevenzione vs emergenza — riparare in Classe 1 (prevenzione) costa 1×; intervenire in Classe 3 (emergenza) costa fino a 10× tra straordinari, danni a terzi, autobotti e interruzioni di servizio.
Scalabile a tutta Italia
Il metodo è replicabile e oggi lo proponiamo a gestori idrici e Comuni in tutta Italia, soprattutto in vista dei target ARERA e dei fondi PNRR dedicati alla riduzione delle perdite. Dalla logica del "costo d'emergenza" reattivo a quella dell'investimento programmato proattivo: ogni intervento diventa una scelta basata sulla certezza del dato, non sulla supposizione.